Sigaretta elettronica, ma è vero che fa meno male?

Una ricerca smentisce l'ottimismo dei fumatori pentiti

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Il dibattito è apertissimo e sono sempre di  più le persone che fumano l’elettronica. Però un recente studio sfida l’assunto che faccia poi così meno male.

Una ricerca pubblicata sull’ American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine sostiene che la sigaretta elettronica attiva una risposta immunitaria che al pari delle sigarette normali può portare ad infiammazioni importanti delle vie respiratorie quali broncopneumopatia ostruttiva e asma.

Se per quanto riguarda il cancro le sigarette elettroniche contengono meno sostanze cancerogene e sono più sicure di quelle tradizionali non è altrettanto vero per le malattie infiammatorie polmonari che diventano poi croniche.

Come per le sigarette normali lo studio dimostra che vengono attivati alcuni biomarcatori come la proteina tioredossina che danno una misura dello stress ossidativo, un fenomeno che si instaura quando si rompe l’equilibrio fisiologico dell’organismo, e attivano meccanismi di difesa che di solito sono collegati con le malattie polmonari.

Si tratta del primo studio che dimostra come le sigarette elettroniche aumentano la produzione della proteina mucin 5AC collegata alla bronchiectasia, una dilatazione irreversibile di parte del bronco che ha come sintomi tosse e muco. Questa ricerca, in definitiva, sfida il concetto che passare dalle sigarette normali a quelle elettroniche sia più salutare.

Dott. Alessandro Bovicelli
Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Universita’ di Bologna nel 1992. Si è specializzato, nel 1996, presso la stessa Universita’ in Ginecologia e Ostetricia. Lavora presso la Divisione di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale S.Orsola a Bologna e insegna alla Scuola di Specialita’ in Ginecologia e Ostetricia.

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